Design

/Design
Design2018-10-11T10:33:14+00:00
Umberto Facchini - Design
Umberto Facchini - Design
Umberto Facchini - Design
Umberto Facchini - Design

Laureato allo IUAV, segue in particolare gli insegnamenti di Franco Albini. Nel sodalizio professionale che lo lega a Paolo Bandiera dal 1962, con l’apertura dello studio a Treviso, un posto di rilievo meritano le esperienze nel campo dell’industrial design. Nel 1968 avviene il fondamentale contatto con l’azienda di mobili Faram, nato con Samantha, camera da letto modulare laccata bianca, giocata sull’impiego di colori inconsueti e caratterizzata da una funzionale maniglia a nastro. Da allora oltre a disegnarne i prodotti, lo studio ne cura l’aspetto grafico-comunicativo – Facchini, che aveva sviluppato uno speciale interesse per gli ambiti della fotografia industriale e della grafica pubblicitaria, sarà l’art director di Faram per molti anni -, ma anche alcune realizzazioni architettoniche, seguendo a mano a mano la progressiva evoluzione tecnologica dell’azienda.
Da ABC (1970), primo sistema per ufficio Faram, alla scrivania Ring (1985) segnalata al Compasso d’oro, e molti altri pezzi fino al termine degli anni novanta. Nel frattempo sono avviate collaborazioni con più aziende nel settore dell’arredo e dell’illuminazione come Fabbian, con il sistema Bios (1980), dove prevale la componente sistematica e prestazionale dell’apparecchio. Fondamentali anche le esperienze nel settore dei componenti per l’edilizia prefabbricata, testimoniate ad esempio nel modulo residenziale Cellula (prototipo 1975), ma soprattutto applicate in alcune interessanti costruzioni come al casa Siviero a Bassano del Grappa. L’approccio al design risente di un’impostazione di matrice architettonica. Gli oggetti destinati alla produzione industriale infatti non funzionano come pezzi singoli, ma concorrono sempre a costruire una serie di elementi all’interno di un sistema complessivo, così come nell’arredo di interni, mobili e oggetti risultano da una riflessione unitaria che coinvolge in modo indissolubile gli spazi.

Alberto Bassi